Area Mab

 

 
Il Parco Nazionale della Sila, nell’ambito dei propri programmi di sviluppo, ha avviato, sin dal 2010 la candidatura del territorio in cui ricade, anche, l’area del Parco, a diventare “RISERVA della BIOSFERA” per come prevede il Programma MaB (Man and the Biosphere), sostenuto dal Ministero dell’Ambiente, sotto l’egida, assai prestigiosa, dell’Unesco.

A partire dalle convenzioni di Rio del 1992, l’indagine avviata dall’Organizzazione parigina si è focalizzata sull’individuazione di aree protette e pratiche tradizionali intese come driver per la salvaguardia e la valorizzazione degli ecosistemi a beneficio delle comunità. Iniziative d’impatto globale come la Convenzione sul Patrimonio Mondiale del 1972, il Programma Man and Biosphere (MaB) del 1971 e il Global Geoparks Network hanno condotto, attraverso i propri meccanismi interni di attuazione, a dare risalto a quelle esperienze rivelatesi in grado di far dialogare processi di sviluppo locale e protezione del patrimonio naturale, ad affinare le politiche nazionali di tutela e valorizzazione, a focalizzare il territorio e le sue caratteristiche come duraturo veicolo di sviluppo di lungo periodo, e a mettere in rete parchi e territori di tutte le regioni continentali. Più in generale, tali iniziative hanno dato origine ad una classificazione internazionalmente riconosciuta dei territori, delle caratteristiche naturali e delle relative pratiche tradizionali, di esperienze dirette di gestione, ricerca, sperimentazione, formazione professionale, ecc., che si inseriscono all’interno di un’agenda globale ambientale sempre più attenta e mirata. La Comunità globale guarda oggi con crescente interesse al posizionamento internazionale di tali siti e dei relativi usi tradizionali, come laboratori di conservazione e sviluppo in cui si realizza lo stretto legame tra diversità biologica e culturale, dando risalto a modelli di gestione ed azioni di tutela da mettere in condivisione a livello mondiale. Tale sistema di classificazione dei territori, intesi come insiemi complessi composti da peculiarità naturali e attività tradizionali diversamente declinate, si inserisce in un più complesso quadro normativo ed istituzionale sovranazionale. Come dimostrato dai partenariati nati dalla Convenzione sulla Diversità Biologica e dagli strumenti di finanziamento comunitari, oggi l’agenda ambientale globale guarda con attenzione crescente al posizionamento internazionale delle aree protette come laboratori di conservazione e di sviluppo, evidenziando le soluzioni di successo nell’interrelazione nel rapporto uomoambiente e dando risalto a modelli di gestione ed azioni di tutela da mettere a sistema a livello mondiale.

Il percorso propedeutico a questo riconoscimento, attivato dal Parco Nazionale della Sila, che condurrebbe la Calabria a ottenere meriti molto vantaggiosi a livello Internazionale (attualmente in Italia le aree MaB riconosciute sono solamente 8, nel mondo sono 553 ), ha già positivamente superato la prima verifica di merito effettuata da parte della Commissione Unesco e prevede, per la definitiva approvazione, un’ulteriore attività di sollecitazione degli stakeholders  e delle stesse collettività, con il fine ultimo di creare un vero e proprio partenariato pubblico-privato posto a sostegno della candidatura. Il conseguimento dell’obiettivo sin qui individuato passa, quindi, attraverso il coinvolgimento, a livello interprovinciale, delle Amministrazioni e degli Enti locali sugli ambiti territoriali sui quali insiste la perimetrazione dell’area MaB, come, anche, delle associazioni di categoria, imprenditoriali, datoriali, sindacali, della Regione Calabria, delle Università e di ogni altro stakeholder, pubblico o privato, il cui apporto sia utile per il raggiungimento degli scopi prefissi.
Con riferimento a tutto ciò, l’Ente Parco ha previsto la realizzazione di numerose azioni di animazione territoriale che si concentreranno, in modo particolare, tra i mesi di luglio e settembre prossimi, e avranno  ad oggetto le seguenti attività:
• Un workshop introduttivo con la partecipazione del Ministero dell’Ambiente, della Regione Calabria e delle rappresentanze datoriali e sindacali al fine di analizzare compiutamente le potenzialità e le opportunità che il programma offre rispetto alle future ipotesi di sviluppo regionale; ciò in riferimento, anche, alla possibilità di inserire il programma MaB tra le priorità del prossimo POR Calabria 2016-2020;
• L’istituzione di un osservatorio permanente per lo sviluppo sostenibile nell’ambito della Riserva della Biosfera;
• L’organizzazione di giornate divulgative rivolte alle scuole dell’obbligo delle tre province calabresi coinvolte dal progetto (Catanzaro, Cosenza e Crotone), col fine di sensibilizzare le giovani generazioni sui temi dell’evento;
• La pianificazione di incontri territoriali attraverso il coinvolgimento delle province e degli enti sub-provinciali preposti al governo del territorio – Comunità Montane, Unioni di Comuni e Comuni – nonché delle rappresentanze sindacali e datoriali a livello provinciale, diretti alla creazione del massimo grado di coinvolgimento e sensibilizzazione del territorio sui temi legati al progetto MaB. Con lo scopo di veicolare una nuova cultura che favorisca la salvaguardia e la tutela ambientale, gettando, altresì, le basi per la costituzione di uno stabile partenariato di progetto, in grado di trasferire la detta cultura negli atti e nelle politiche che ciascun soggetto coinvolto è chiamato quotidianamente a porre in essere sul territorio;
• La realizzazione di un evento finale, nel corso del quale saranno esposti i risultati delle attività sin qui descritte e si procederà alla formale sottoscrizione del protocollo d’intesa del partenariato di progetto e del relativo modello di gestione.
Sono peraltro diversi gli obiettivi che il Parco intende perseguire attraverso le linee programmatiche appena enunciate:
• attivare il massimo livello possibile di interscambio di idee e di contributi, particolari e condivisi, col fine di migliorare il grado di progettazione e di gestione dell’”Area MaB”;
• rinsaldare, ove necessario, i rapporti tra gli stakeholder del territorio e migliorare l’attenzione istituzionale attorno al tema della tutela e della salvaguardia ambientale, attraverso, anche, la condivisione di politiche di sviluppo sostenibili ed ecocompatibili;
• diffondere un modello di sviluppo bilanciato, in grado di assicurare un concreto equilibrio tra zone interne e aree cittadine;
• conseguire il riconoscimento di “Area MaB”, dotando i territori di una sorta di “marchio di qualità” che sia pure “spendibile” a livello internazionale, e torni a beneficio non solo della salvaguardia ma, anche, in termini di reale ricaduta rispetto alle attività economiche che insistono sulla stessa area MaB.
Obiettivi, quelli sin qui elencati, probabilmente ambiziosi.
Ma il territorio su cui insisterà l’intero programma ha già dimostrato di rispondere positivamente a opportune sollecitazioni attraverso la realizzazione – di fatto avvenuta nel recente passato – di una non trascurabile serie di iniziative straordinarie quali i “PISL” (Piani Integrati di Sviluppo Locale) ed il “PLL” (Piani Locali per il Lavoro).
Il progetto “MaB” andrà ad inserirsi, in maniera evidentemente opportuna, all’interno di quegli interventi, con l’obiettivo di meglio caratterizzarli e, nel contempo, con la concreta possibilità di amplificarne gli effetti sicuramente positivi.
In ultima analisi, attraverso l’istituzione dell’ “Area MaB”, il territorio su cui insiste, anche, l’area del Parco Nazionale della Sila, potrebbe definitivamente compiere un utile salto di qualità, nonchè ottenere positive ricadute in termini sociali ed economici per la collettività e l’economia dell’intera Regione.