75 azioni complessive, 27 stakeholder titolari di azioni dirette e 7 nuove proposte nate dal riallineamento del Forum
Si è concluso il percorso di monitoraggio triennale del Piano d’Azione della Carta Europea del Turismo
Sostenibile – Fase 1 del Parco Nazionale della Sila. Il lavoro ha consentito di verificare lo stato di
avanzamento delle azioni previste, analizzare le criticità emerse e rafforzare il coinvolgimento del
Forum territoriale.
La CETS rappresenta uno degli strumenti più importanti per costruire, insieme agli attori locali, una
strategia condivisa di turismo sostenibile nelle aree protette. Non è soltanto una certificazione, ma un
metodo di lavoro che mette al centro partecipazione, responsabilità degli stakeholder, qualità dell’offerta
turistica, tutela della biodiversità e valorizzazione delle comunità locali.
Nel caso della Sila, il monitoraggio ha riguardato tre anni di attuazione del Piano d’Azione, consentendo
di fotografare con maggiore precisione ciò che ha funzionato, ciò che ha incontrato ostacoli e ciò che
può essere rilanciato nella fase successiva.
| 75 azioni complessive | 22 azioni del Parco | 53 azioni degli stakeholder | 27 stakeholder titolari di azioni dirette |
| 7 nuove azioni | 3 anni di monitoraggio | +2 anni di monitoraggio previsti | 71% azioni in capo agli stakeholder |
Nel complesso, il Piano CETS della Sila comprende 75 azioni. Di queste, 22 sono direttamente in capo al Parco Nazionale della Sila, mentre 53 sono riconducibili agli stakeholder del territorio. I soggetti titolari di azioni dirette sono 27, un dato che conferma la capacità della CETS di attivare responsabilità diffuse e di trasformare il Forum in uno spazio operativo, non soltanto consultivo.
La distribuzione delle azioni evidenzia un aspetto centrale: il Parco conserva un ruolo forte di indirizzo, coordinamento e attuazione, ma la maggioranza delle azioni è in capo al territorio. In termini percentuali, le 22 azioni del Parco rappresentano circa il 29% del totale, mentre le 53 azioni degli stakeholder rappresentano circa il 71% del Piano.
Questo dato è particolarmente rilevante perché dimostra che la CETS della Sila ha prodotto un coinvolgimento effettivo del territorio: oltre due terzi delle azioni non dipendono esclusivamente dal Parco, ma dalla capacità degli attori locali di assumere impegni concreti.

Sette nuove azioni dal territorio
Dal lavoro di riallineamento con gli stakeholder sono nate 7 nuove azioni, che arricchiscono il quadro del Piano e rafforzano la partecipazione del territorio. Le nuove proposte riguardano ambiti diversi ma coerenti con la strategia CETS: turismo esperienziale, cultura, benessere, cicloturismo, accoglienza, animazione territoriale e valorizzazione delle comunità locali.
- Taddeus APS – “Le quattro azioni del benessere”: attività esperienziali legate a benessere, natura, alimentazione, yoga, respirazione, show cooking e pratiche di fruizione consapevole.
- Associazione Distretto Turistico Altopiano della Sila / GAL Sila – “Sila Bike Tour 2026”: cicloturismo, animazione, infrastrutture leggere, punti di ricarica, segnaletica e strategia per la mobilità dolce.
- Associazione Hyle – Hyle Book Festival e attività culturali nel paesaggio silano: festival, residenze artistiche e letterarie, pubblicazioni, eventi e gruppi di lettura itineranti.
- Bonolegno: valorizzazione delle attività produttive locali e del rapporto tra filiere del territorio, sostenibilità e identità silana.
- Pro Loco Camigliatello: animazione territoriale, promozione locale e rafforzamento del ruolo delle comunità nella costruzione dell’offerta turistica sostenibile.
- Il Bivacco: accoglienza, fruizione consapevole della montagna e valorizzazione di esperienze turistiche coerenti con i principi CETS.
- B&B Villa Guido: accoglienza, relazione con il territorio e promozione di esperienze sostenibili.

Cosa ha funzionato e cosa no
L’analisi delle azioni ha mostrato una buona capacità del territorio di attivare iniziative legate alla promozione, all’educazione, alla comunicazione, agli eventi, alla fruizione sostenibile e alla valorizzazione delle esperienze locali.
Le maggiori criticità sono emerse invece nelle azioni che richiedevano autorizzazioni, nulla osta, procedimenti amministrativi complessi o interventi materiali su spazi, infrastrutture e beni pubblici. In questi casi, la realizzazione è risultata più difficile, non necessariamente per mancanza di volontà dei soggetti proponenti, ma per la presenza di iter esterni, tempi autorizzativi lunghi, necessità di coordinamento tra più enti o vincoli tecnici non sempre prevedibili in fase di progettazione.
Questo dato è particolarmente importante per la futura programmazione. Le azioni più complesse dal punto di vista autorizzativo dovranno essere accompagnate fin dall’inizio da una valutazione più puntuale dei tempi, dei soggetti competenti, delle procedure necessarie e delle condizioni preliminari per la realizzazione.
La CETS della Sila continua
Il Parco Nazionale della Sila proseguirà il proprio lavoro di monitoraggio anche nei prossimi due anni, mantenendo attivo il confronto con il Forum e con gli stakeholder del territorio.
L’obiettivo è consolidare le azioni già avviate, accompagnare quelle più complesse, valorizzare le nuove proposte e arrivare alla prossima fase della CETS con un Piano sempre più aderente ai bisogni reali della comunità locale e alle sfide del turismo sostenibile.
Il monitoraggio triennale conferma quindi un principio fondamentale: la Carta Europea del Turismo Sostenibile produce risultati quando diventa un processo continuo, capace di ascoltare il territorio, correggere la rotta, coinvolgere nuovi attori e trasformare la strategia in azioni concrete.